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Il 2011-2012 è l’anno del pipistrello

L’Onu ha decretato il 2011 come “l’Anno del pipistrello”, di fatto uno dei mammiferi più perseguitati del Pianeta, per via di falsi miti. In realtà i pipistrelli sono innocui, non si attaccano ai capelli e non portano malattie: grandi killer di insetti, svolgono un ruolo chiave per l’agricoltura, che ogni anno grazie a questi animali risparmia milioni di dollari. Nelle foreste tropicali invece, da loro dipende la dispersione dei semi e l’impollinazione della frutta.
Via quindi alla promozione di progetti di tutela, ricerca e campagne di informazione, organizzate dalla Convenzione Onu per la conservazione delle specie migratorie degli animali selvatici (Cms) e dall’Accordo per la conservazione delle popolazioni dei pipistrelli europei (Eurobats), puntando i riflettori sulle 1.100 specie di pipistrelli esistenti al mondo, di cui circa la metà a rischio estinzione, e non solo sulle tre che si nutrono del sangue di animali domestici.
“Paragonati ad animali come le tigri o gli elefanti – afferma Andreas Streit, segretario esecutivo di Eurobat – i pipistrelli ricevono una attenzione positiva molto piccola. Invece sono mammiferi affascinanti e giocano un ruolo indispensabile nella conservazione del nostro ambiente”. C’é anche chi ha colto un valore “turistico” di queste specie. Come ad Austin, in Texas, dove il volo di milioni di pipistrelli messicani rappresentano una delle più spettacolari attrazioni turistiche, nel periodo fra metà marzo fino a novembre, portando milioni di dollari di profitti.
“Quando migrano – spiega Elizabeth Mrema, segretario esecutivo Cms – i pipistrelli possono viaggiare fino a 4mila chilometri in un anno. La più grande migrazione in Africa coinvolge 8 milioni di pipistrelli della frutta, che volano in Zambia attraverso il continente ogni anno. Si tratta di uno spettacolo incredibile che gli scienziati stanno ancora studiando”.
A parte aree come Artico e Antartico e poche regioni isolate oceaniche, i pipistrelli si trovano ovunque sul Pianeta.
Avendolo abitato la Terra per gli ultimi 50 milioni di anni, i pipistrelli oggi costituiscono quasi un quarto della popolazione mondiale dei mammiferi. Esistono oltre 1.100 specie documentate, ma continuano ad esserci scoperte in paesi come il Madagascar o la Gran Bretagna, Filippine e isole Comore. Nonostante le cifre, si tratta di animali che negli ultimi decenni hanno registrato un calo allarmante delle popolazioni. L’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) ha classificato minacciate o a rischio oltre la metà delle specie di pipistrelli. I pericoli per la loro sopravvivenza sono la perdita e la distruzione degli habitat, il disturbo da parte degli esseri umani nei siti di ibernazione, la crescente urbanizzazione, i pesticidi che li intossicano in quanto predatori e malattie come la “sindrome del naso bianco”, che ucciso milioni di animali in Usa dal 2006. Di qui la necessità di protezione, per non perdere alcuni “servizi” fondamentali, poco conosciuti ma essenziali a livello ecologico. “Diversi pipistrelli – spiega Merlin Tuttle, ambasciatore Onu per l’Anno del pipistrello – sono i predatori primari degli insetti notturni, inclusi quelli che costano miliardi di dollari agli agricoltori in perdite annuali. Quando queste popolazioni di pipistrelli calano, richiedono un aumento pericoloso dell’uso dei pesticidi e si verifica un rialzo dei costi per colture essenziali come riso, mais e cotone”.

Tratto da: http://www.theyearofthebat.org

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