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Cinema e pipistrelli. La saga dei “pipistrelli-vampiro”

Un’unità scelta della Guardia Nazionale statunitense è mandata a recuperare uno scienziato rapito da un gruppo ribelle ceceno. I soldati, guidati dal generale Ramsey e dall’informatrice russa Katya, non sono però preparati ad affrontare un nemico inaspettato; infatti i ribelli utilizzano come arma dei letali camaleonti volanti, ovvero dei pipistrelli voraci e capaci di mimetizzarsi con la vegetazione, naturalmente modificati geneticamente per risultare più aggressivi.

I pipistrelli stranamente sono stati poco utilizzati dal cinema horror, infatti se escludiamo i numerosi film sulla figura del vampiro-umanoide e la sua ricorrente facoltà di trasformarsi in volatile, le pellicole che trasformano in minaccia il simpatico mammifero volante si possono contare sulle dita di una mano. Tra i più celebri ricordiamo il classico “Notti di terrore”
con Bela Lugosi, “Le ali della notte” di Arthur Hiller, il recente <strong><span style=”color: #ff0000; text-decoration: underline;”>”Pipistrelli vampiro”</span></strong> con Lucy Lawless e “Bats” di Louis Morneau. Quest’ultimo fu un discreto successo nel 1999, tanto che la Sony ha deciso di produrne un sequel destinato alla distribuzione in home video. Ma se già il film di Morneau era di fattura modestissima, cosa ci si sarebbe potuti aspettare da un sequel “Bats 2” (in originale “Bats: Human Harvest”) è un prodotto del tutto fallimentare, un film piccolo piccolo che va avanti per i suoi 80 minuti di durata per forza di inerzia. Con il primo film non c’è nessun collegamento e pare evidente che “Bats 2” non era certamente stato pensato per essere un sequel, bensì un film a se, poi accomunato al film del 1999 per strategia commerciale. Ma la cosa che più infastidisce di questo film è che, malgrado sarebbero dovuti essere il fulcro della vicenda, i pipistrelli del titolo non fanno quasi nulla e gran parte delle scene che li vedono coinvolti sono brevi e spesso separate dalla storia principale. Per rendere l’idea: lo spettatore segue il gruppo di militari americani nella loro missione di recupero, ma i pipistrelli compaiono sempre su tutt’altro luogo, mostrati mentre volano tra gli alberi o mentre assalgono dei redneck ceceni. Insomma, si ha l’impressione che Jamie Dixon abbia girato un impacciato thriller di guerra e poi in post produzione abbiano “appiccicato” le scene con i pipistrelli per giustificare il titolo e trasformare il “Jamie Dixon’s War Movie” in “Bats: Human Harvest”.
La regia e il ritmo di questo film sono smaccatamente televisivi, con scenografie poveristiche e attori che fanno a gara di cagneria. Il regista Jamie Dixon è principalmente un effettista, infatti ha partecipato alla creazione degli effetti visivi di film del calibro di “Titanic”, “The Chronicles of Riddick” e “The Ring 2”, perciò da un tizio come lui ci saremmo aspettati effetti visivi decenti, malgrado la natura televisiva del film. Invece in “Bats 2” i pipistrelli, quando si vedono chiaramente, sono dei fintissimi scarabocchi in computer graphic.
Tra gli attori possiamo riconoscere il volto familiare di Tomas Arana (“La setta”, “Il gladiatore”, “The Bourne Supremacy”), ormai finito a lavorare in produzioni televisive; a lui sono affiancati i pessimi Davis Chokachi (la serie tv “Baywatch”), nel ruolo di Russo, e Pollyanna McIntosh (“Tutti i numeri del sesso”), nel ruolo della russa Katya.
Assolutamente dilettantesche e squallide le scene d’azione che vedono coinvolti i soldati negli scontri a fuoco e risibile la lunga scena di pianificazione della missione in cui si fa un ridicolo riferimento ai videogiochi sparatutto o di strategia, tanto per strizzare l’occhio ad un certo tipo di pubblico (forse il target a cui mirano i produttori).
Qua e là c’è qualche scenetta gore fatta in casa (malissimo), in cui vediamo i pipistrelli attaccare gli umani, con pochissima fantasia e un uso terroristico degli scheletri di plastica. Da evitare assolutamente.
Da segnalare, infine, anche Il morso del pipistrello (1974), Pipistrelli vampiro (2005) e Pitch Black (2000), un vero cult con Vin Disel, ma le creature sono pipistrelli giganti un po’ fantasiosi

Tratto da: http://www.horrormovie.it/hmdb/leggi_recensioni.asp?id=1725

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