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Pipistrelli, di Kathleen Jamie

In mezzo al campo di pecore
un bosco di abeti di Douglas
tenevano tra loro, teneramente,
un’alta recinzione, come in un vaso.

Come avevamo potuto non accorgerci
Fino a oggi – solo che non avevamo visto
Questo recipiente chiaro, traslucido
Dipinto come un quarzo citrino?

Quello che osservavamo erano pipistrelli:
cinerei, friabili, che svolazzavano
nello spazio popolato in inverno dagli alberi
fino a che l’aria sembrò animarsi,

e i pipistrelli erano un corpo unico segreto
appuntito che testava un’idea,
per una nuova forma,
che si svelava, restava unita

davanti a noi. La mente del mondo è
proprio questi interstizi; cellule
che si caricano con l’aria fredda dell’alba,
– ci stavano dicendo questo?

– ma sparirono, improvvisamente
prima che fossimo in grado di capire,
e gli alberi diventarono un circolo,
elegante e muto.

Pipistrelles

In the centre of the sheep-field
a stand of Douglas firs
hold between them, tenderly,
a tall enclosure, like a vase.

How could we have missed it
before today – just never seen
this clear, translucent vessel
tinted like citrine?

What we noticed were pipistrelles:
cinder-like, friable; flickering
the place hained by trees
till the air seemed to quicken,

and the bats were a single
edgy intelligence, testing an idea
for a new form,
which unfolded, cohered

before our eyes. The world’s
mind is such interstices; cells
charging with cool dawn light;
– is that what they were telling us?

– but they vanished, suddenly,
before we’d understood,
and the trees grew in a circle,
elegant and mute.

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